Verbale GLO

Il ruolo del verbale del GLO: perché non è una formalità

Nel lavoro sul PEI e nel funzionamento del GLO, l’attenzione è spesso concentrata sull’organizzazione dell’incontro in sé.

Molto meno spazio viene dato a ciò che resta dopo l’incontro: il verbale.

Eppure, il verbale del GLO non è un adempimento burocratico accessorio, ma un documento centrale, che certifica la correttezza delle procedure e rende tracciabili le scelte effettuate nell’interesse dell’alunno.

📌Perché il verbale è così importante

Il verbale del GLO è il documento che:

  • attesta che l’incontro si è svolto regolarmente;
  • documenta il confronto tra le diverse figure coinvolte;
  • rende esplicite le scelte condivise e le relative motivazioni.

Serve a dare coerenza e continuità al progetto educativo e didattico dell’alunno, andando oltre il singolo momento dell’incontro.

📌Cosa deve contenere un verbale di GLO corretto

Un verbale efficace dovrebbe riportare in modo chiaro:

  • i presenti e gli assenti;
  • l’avvenuta convocazione di tutti i componenti previsti;
  • i punti affrontati durante l’incontro;
  • le decisioni assunte;
  • le motivazioni che hanno guidato tali scelte;
  • eventuali disaccordi o criticità da attenzionare.

Questi elementi sono fondamentali per garantire la trasparenza del processo e la leggibilità delle scelte nel tempo.

📌Verbale e decisioni: un equivoco da chiarire

Uno degli equivoci più frequenti riguarda il modo in cui il GLO “decide”.

Il GLO non è un organo collegiale e non funziona per votazione.

Non esistono decisioni “a maggioranza” o “per alzata di mano”.

Le scelte del GLO:

  • non sono deliberazioni collegiali;
  • non derivano da un voto;
  • ma nascono da un confronto tecnico e professionale, orientato alla riuscita del progetto dell’alunno.

Il verbale, quindi, non certifica una votazione, ma documenta scelte condivise e motivate, assunte nel rispetto delle competenze di ciascuno.

📌Il verbale come strumento di tutela professionale”

Un verbale chiaro e ben redatto tutela:

  • i docenti;
  • la scuola;
  • la famiglia;
  • e soprattutto l’alunno.

Rende comprensibili le scelte, evita interpretazioni personali a distanza di tempo e garantisce continuità anche in caso di cambi di docenti o di dirigente scolastico.

La tutela non nasce dalla rigidità formale, ma dalla chiarezza e dalla tracciabilità.

📌Cosa prevedono le Linee Guida (D.M. 182/2020)

Le Linee Guida al D.M. 182/2020 attribuiscono al verbale un ruolo esplicito.

A pagina 12 si legge:

“Il verbale dell’incontro, firmato da chi lo presiede e da chi verbalizza, certifica la regolarità delle procedure e delle decisioni assunte.

L’istituzione scolastica indica modalità adeguate a consentire in tempi rapidi l’approvazione da parte dei membri e l’eventuale rettifica dei verbali proposti.”

Questo passaggio è particolarmente significativo perché:

  • riconosce il valore formale del verbale;
  • prevede la possibilità di rettifica;
  • sottolinea l’importanza della condivisione.

📌Una buona prassi possibile (e auspicabile

In una prassi realmente collaborativa:

  • il verbale non dovrebbe essere semplicemente redatto e consegnato in segreteria;
  • ma letto, condiviso e approvato dai membri del GLO;
  • con la possibilità di segnalare integrazioni o correzioni prima delle firme.

Questo approccio:

  • rafforza la corresponsabilità;
  • riduce conflitti successivi;
  • restituisce al verbale il suo valore educativo e progettuale.

Conclusione

Il verbale del GLO non è una formalità burocratica né un atto difensivo.

È uno strumento di progettazione, di chiarezza e di tutela professionale.

Documentare bene non significa irrigidire il processo, ma dare valore al confronto e rendere visibili scelte di buon senso, motivate e orientate alla riuscita del progetto dell’alunno.

Ed è proprio in questa prospettiva che il verbale diventa parte integrante di una scuola realmente inclusiva.

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2 commenti su “Verbale GLO”

  1. Maestra di sostegno

    Buongiorno grazie per l’utilissimo supporto al nostro lavoro così importante e delicato. Nella scuola in cui ho lavorato c’ era un sistema molto ben organizzato con circolari per le convocazioni dei GLO annuali, la Costituzione del GLI ad ogni inizio anno, i verbali per ogni riunione ecc…Purtroppo avendo cambiato scuola mi ritrovo in una situazione assurda, niente di tutto quello detto prima, come se tutto fosse fatto in sordina, niente convocazioni, niente circolari , nessun GLI, nessun verbale! Come può una scuola essere così disattenta sul tema disabilità? E le figure di sistema come possono essere così tanto superficiali e addirittura ignorare certe prassi, oserei dire necessarie? Ho cercato di chiedere lumi mi è stato risposto che le cose stanno così, che non ci sono obblighi , che la scuola in piena autonomia decide , che è una prassi consolidata e che funziona !

    1. Carissima collega,
      intanto grazie per il feedback.
      L’autonomia scolastica si attua nel rispetto della normativa prevista per l’inclusione. Assolutamente il DS è responsabile della corretta attuazione di modalità, procedure e tempi del GLO e di tutto ciò che è relativo all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.
      Mi spiace per la situazione, provi a contattare la FS Inclusione e a chiedere come organizzare il GLO e di avere da parte della DS un decreto di costituzione del GLO. Piccole richieste per iniziare…
      Buon lavoro e un caro saluto,
      Antonella

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