Autismo: un differente modo di percepire il mondo

[vc_row][vc_column width=”1/2″][nd_options_text nd_options_text_tag=”h1″ nd_options_text_weight=”bold” nd_options_text_family=”nd_options_first_font” nd_options_text=”Stili percettivi nel disturbo dello spettro autistico” nd_options_text_color=”#dd9933″ nd_options_text_font_size=”20″ nd_options_text_line_height=”20″][nd_options_spacer nd_options_height=”30″][vc_column_text]Le persone con autismo hanno un deficit nella comunicazione e socializzazione, vivono disorientate,  in un mondo a volte incomprensibile.

E’ opinione del senso comune, associare l’autismo e considerarlo come un disturbo sociale, relazionale e comunicativo trascurando altri aspetti quali ad esempio il differente modo di percepire il mondo, che inevitabilmente compromette le modalità relazionali.

L’autismo è considerato come un disturbo che impedisce al soggetto l’organizzazione e la comprensione delle informazioni trasmesse attraverso i sensi.

Alcuni ricercatori descrivono l’autismo come un disturbo dei sensi, piuttosto che come una disfunzione sociale, in cui ciascun senso opera in modo isolato e il cervello non è capace di organizzare gli stimoli in modo significativo.

Le anomalie percettive sono peculiari del disturbo, tanto che da alcuni l’autismo è definito come disfunzione sensoriale.
I profili sensoriali alterati sono spesso presenti nei soggetti con disturbo dello spettro autistico e, anche se non sono indispensabili per la diagnosi, sono da considerarsi di grande importanza per il loro impatto sul modo di percepire il mondo e di comportarsi.[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner][nd_options_spacer nd_options_height=”20″][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][vc_column width=”1/2″][nd_options_spacer nd_options_height=”80″][vc_single_image image=”6133″ img_size=”medium” alignment=”center”][nd_options_spacer nd_options_height=”20″][vc_column_text]

Secondo Delacato, la causa dei comportamenti autistici quali ad esempio le stereotipie, il distacco dalle interazioni sociali e della comunicazione sono dei tentativi del bambino di curare se stesso e normalizzare i propri canali sensoriali o comunicare i propri problemi.

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Bisogna essere sempre vigili e pronti a cogliere i dettagli in qualsiasi situazione.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][nd_options_spacer nd_options_height=”30″][nd_options_text nd_options_text_tag=”h2″ nd_options_text_weight=”bold” nd_options_text_family=”nd_options_second_font” nd_options_text_align=”center” nd_options_text=”I momenti difficili da gestire a scuola” nd_options_text_color=”#dd9933″][nd_options_spacer nd_options_height=”30″][vc_column_text]A scuola, ci sono dei momenti in cui la “sensibilità percettiva” di alcuni bambini è messa a dura prova.

I momenti più complicati da gestire sono la mensa, le attività ludiche come ad esempio l’intervallo, l’entrata e l’uscita dalla scuola, il suono della campanella, le uscite didattiche, i cambi di attività e di aula.

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Ad esempio si potrebbe pensare di rendere più strutturato un momento come l’intervallo creando una routine da proporre all’alunno: gioco con il compagno di riferimento, un’attività da fare soltanto durante l’intervallo, stare in classe con piccolo gruppo e a rotazione proporre dei giochi noti.

Il suono della campanella potrebbe essere meno disturbante anticipare al bambino che ci sarà la campanella, se necessario chiedere di indossare delle cuffie per evitare di sentire il rumore.

La mensa potrebbe essere organizzata considerando le esigenze del bambino, scegliere una sala piccola se presente rispetto al salone grande, individuare un orario quando sono presenti meno classi, scegliere l’ultimo turno o chiedere di aggiungere un turno in cui sia presente soltanto la classe in cui è inserito il bambino.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][nd_options_spacer nd_options_height=”30″][nd_options_text nd_options_text_tag=”h2″ nd_options_text_weight=”bold” nd_options_text_family=”nd_options_first_font” nd_options_text_align=”center” nd_options_text_color=”#dd9933″ nd_options_text_font_size=”20″ nd_options_text_line_height=”20″ nd_options_text=”Capire lo stile percettivo è un’opportunità di risposta efficace”][nd_options_spacer nd_options_height=”30″][vc_column_text]Le persone vicine al bambino con autismo dovrebbero essere a conoscenza dello stile percettive per poter agire efficacemente.

Sono tutte misure  “cautelative e temporanee“da modificare durante il percorso scolastico, attuando un buon intervento sul bambino, con l’aiuto della famiglia e degli specialisti e terapisti.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][nd_options_spacer nd_options_height=”50″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_cta h2=”Ti è piaciuto l’articolo?” h4=”Condividilo!” txt_align=”center” color=”purple” use_custom_fonts_h2=”true”]

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4 commenti su “Autismo: un differente modo di percepire il mondo”

  1. “A scuola, ci sono dei momenti in cui la “sensibilità percettiva” di alcuni bambini è messa a dura prova” verissimo e talvolta non si riesce a trovare la strada giusta.
    Grazie Antonella, le tue pubblicazioni sono molto interessanti e accendono la lampadina almeno la mia.

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