Profilo di funzionamento chi lo redige?

Che cos’è il Profilo di Funzionamento?

Il Profilo di Funzionamento è il documento che sostituisce la Diagnosi Funzionale e costituisce la base per la progettazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato).
Si fonda sull’approccio bio-psico-sociale dell’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento dell’OMS) e descrive il funzionamento della persona nella sua globalità: abilità, limiti, contesto, partecipazione, interazioni.

Chi lo redige?”

Nella redazione del Profilo di Funzionamento (PdF), il contributo dei docenti è fondamentale.

Tutte le figure scolastiche coinvolte nell’educazione dell’alunno collaborano nella raccolta, descrizione e osservazione del suo funzionamento scolastico, secondo il modello bio-psico-sociale proposto dall’ICF.

È importante precisare che la redazione formale del PdF è di competenza dell’équipe multidisciplinare dell’ASL, ma avviene sempre in condivisione con la famiglia e le figure educative e scolastiche che hanno in carico l’alunno o l’alunna con disabilità.

La scuola, quindi, ha un ruolo attivo e insostituibile nel fornire osservazioni concrete, significative e contestualizzate, che completano la valutazione clinica.

👩‍🏫 E i docenti cosa devono fare?”

La scuola, e in particolare i docenti di sostegno e curricolari, ha un ruolo attivo.
Non deve scrivere il PdF, ma deve contribuire con osservazioni e dati utili, relativi a:

  • Funzionamento dell’alunno in ambito scolastico

  • Modalità di apprendimento, attenzione, comunicazione

  • Relazioni con i pari, comportamento, autonomia

  • Presenza di barriere o facilitatori nel contesto scolastico

  • Strategie già messe in atto e risultati ottenuti

👉 Tutto questo aiuta l’équipe a costruire un quadro realistico e dinamico della persona, base necessaria per scrivere un PEI efficace e una progettazione realistica e condivisa dagli specialisti, dalla famiglia e dalla persona con disabilità.

💬 Una riflessione finale” nd_options_text_c

Accettare la filosofia dell’ICF significa non fermarsi alla diagnosi, ma guardare la persona nel suo contesto di vita, con le sue potenzialità, nonostante (o grazie a) le sue fragilità.
La scuola ha un potere enorme: può diventare contesto facilitante.
E questo comincia anche da una buona osservazione, da uno sguardo attento, da un ascolto vero.

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2 commenti su “Profilo di funzionamento chi lo redige?”

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