Settembre è alle porte e la maggior parte dei docenti è impegnata nei preparativi per il primo giorno di scuola. Tuttavia, l’accoglienza non è un evento isolato, ma un processo pedagogico continuo. Da un lato garantisce il benessere emotivo di ciascun alunno facendolo sentire accolto e valorizzato; dall’altro favorisce la costruzione del patto di corresponsabilità educativa con le famiglie, gettando fin da subito le basi per una relazione di autentica fiducia.

A chi si rivolge il Protocollo di Accoglienza?
Indice
Spesso si commette l’errore di pensare che il Protocollo di Accoglienza sia uno strumento riservato unicamente agli alunni con disabilità. Non è così: il protocollo è un dispositivo universale che riguarda l’intera comunità scolastica. Si struttura solitamente in:
- Un quadro generale per tutti gli studenti: per curare le classi ponte (passaggio infanzia-primaria, primaria-secondaria), la conoscenza del gruppo classe, la visita degli ambienti e il patto formativo con tutte le famiglie.
- Sezioni operative specifiche per i Bisogni Educativi Speciali (BES): percorsi dedicati e mirati per alunni con disabilità (L. 104/92), per allievi con DSA o altri BES (L. 170/2010 e Dir. Min. 2012) e per alunni NAI (Neo Arrivati in Italia con percorsi di prima alfabetizzazione e mediazione linguistica).
- Procedure per inserimenti in corso d’anno: per accogliere con metodo chi arriva a lezioni già iniziate.
Quando in classe sono presenti alunni con fragilità, pianificare un’accoglienza su misura diventa ancora più determinante. Tutto questo deve prendere forma ben prima della prima campanella: alla base di una reale accoglienza vi è un solido progetto ponte.
Nel corso della mia carriera mi è capitato spesso di dover rincorrere passaggi ponte inesistenti e ritrovarmi a improvvisare l’accoglienza a causa di informazioni mai trasmesse da chi avrebbe dovuto occuparsene.
Un consiglio pratico per tutti i docenti: fate domande alla Funzione Strumentale e al Dirigente Scolastico sulla tipologia di bisogni dell’alunno, chiedete un colloquio preliminare con la famiglia e fatevi segnalare eventuali punti di forza, preferenze o criticità. Non accontentatevi di un semplice “poi vediamo” o di rimandare la progettazione a dopo l’inizio delle lezioni. La mancata pianificazione di un’accoglienza dedicata e di un raccordo attivo può avere ripercussioni significative sul benessere dell’alunno, sull’equilibrio del gruppo classe e sull’avvio sereno dell’anno scolastico.
Le 4 Fasi del Protocollo di Accoglienza
| Fase | Periodo dell’anno | Obiettivi chiave | Azioni operative |
| 1. Preparazione e Raccordo | Maggio – Luglio | Continuità educativa e passaggio di informazioni | Commissioni continuità; passaggio fascicoli; incontri tra ordini di scuola (es. infanzia-primaria, secondaria I-II grado); definizione di bisogni speciali (BES/DSA/NAI). |
| 2. Il Benvenuto e l’Impatto | Settembre | Riduzione dell’ansia e senso di appartenenza | Attività cooperative rompighiaccio; esplorazione degli spazi scolastici; assemblea iniziale di patto con i genitori. Per studenti con particolari fragilità: pianificazione di una visita anticipata degli ambienti prima dell’avvio ufficiale, incontro informale con i docenti e scelta concordata dei propri spazi/postazione. |
| 3. Consolidamento e Routine | Ottobre – Dicembre | Coesione del gruppo classe e prime verifiche | Osservazione sistematica delle dinamiche relazionali (sociogrammi); definizione partecipata delle regole di classe; monitoraggio dei primi segnali di disagio o isolamento. |
| 4. Valutazione e Riorientamento | Gennaio – Febbraio / Giugno | Verifica del benessere ed eventuale riprogettazione | Somministrazione di questionari di gradimento e benessere a studenti e famiglie; bilancio intermedio del consiglio di classe/team; revisione e aggiornamento del protocollo. |
Perché formalizzare un Protocollo d’Istituto
Un protocollo scritto e deliberato dagli organi collegiali garantisce:
- Equità ed universalità: assicura che ogni studente riceva le stesse attenzioni educative, indipendentemente dalla sezione o dalla specifica sensibilità del singolo docente.
- Inclusione efficace e mirata: stabilisce percorsi chiari per disabilità, DSA, background migratorio o inserimenti tardivi.
- Patto con le famiglie: trasmette professionalità, trasparenza e serenità ai genitori fin dal primo contatto formale con l’istituto.
L’accoglienza, quindi, non si esaurisce quando si ripongono i cartelloni e i festoni dei primi giorni: è l’infrastruttura relazionale su cui poggia l’intero successo formativo dell’anno scolastico.